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Disturbi d'Ansia

Disturbi d'Ansia - psicologia napoli

Per ansia si intende “l’anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuri, accompagnata da sentimenti di disforia o da sintomi fisici di tensione. Gli elementi esposti al rischio possono essere sia interni che esterni”.

Per ansia si intende “l’anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuri, accompagnata da sentimenti di disforia o da sintomi fisici di tensione. Gli elementi esposti al rischio possono essere sia interni che esterni”.

L’ansia implica sia aspetti cognitivi (preoccupazione,apprensione) che psicofisiologici (attivazione del sistema nervoso autonomo e produzione di sintomi neurovegetativi).

I disturbi d’ansia sono senza dubbio i disturbi psicologici più diffusi. 


Attacco di panico
Un attacco di panico è un periodo delimitato di tempo in cui possono essere avvertiti almeno quattro dei seguenti sintomi:palpitazioni,sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, paura di morire o di impazzire, brividi o vampate di calore. Se sono presenti meno di quattro sintomi, si parla di attacchi paucisintomatici.

Mentre negli altri disturbi d’ansia è in primo piano l’aspetto cognitivo ed emozionale, come la preoccupazione, l’incapacità a concentrarsi, negli attacchi di panico viene riferita la natura “fisica” dei sintomi: questo fa temere che ci sia realmente un disturbo organico, come cardiopatia o epilessia.

In genere gli attacchi durano alcuni minuti, tra i dieci e i venti, nel corso dell’attacco la sintomatologia regredisce spontaneamente.

Agorafobia E’ l’ansia relativa al trovarsi in luoghi o situazioni da dove sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o ricevere aiuto nel caso in cui si verifichino sintomi di un attacco di panico. Ciò induce la persona ad evitare tali situazioni, ma ciò non produce altro che limitazioni del proprio campo d’azione, quindi l’aspetto cruciale della terapia sta proprio nella ridefinizione della mappa dell’autonomia.

Fobia specifica E’caratterizzata da una paura marcata ed irragionevole rivolta ad un oggetto o una situazione specifica, per esempio verso animali come topi,cani,pipistrelli,o entrare in ascensori o ancora, viaggiare in aereo. Per poter essere clinicamente significativa è necessario che l’interessato non tolleri tale paura e che comprometta la sua vita sociale,lavorativa, o aree per lui importanti. Per esempi, non per tutti è un problema evitare di viaggiare in aereo, in tal caso non è appropriato parlare di fobia. Lo diventerebbe se, ad esempio, la paura riguardasse un pilota.

Fobia sociale Si contraddistingue per una paura marcata e persistente verso situazioni “sociali” nelle quali la persona può sentirsi giudicata o valutata. La paura di essere valutato negativamente può far sì che la persona eviti le situazioni che teme, o che le tolleri con grande fatica. Dinanzi alle situazioni sociali temute ci possono essere forti reazioni a carico del sistema nervoso autonomo: rossore,sudorazione,malessere gastrointestinale,diarrea. Anche il periodo precedente all’esposizione all’ansia temuta può essere caratterizzato da ansia anticipatoria, per esempio ci si preoccupa varie ore al giorno fin da settimane prima di un evento inevitabile, come il matrimonio di una sorella. In questo modo si crea un circolo vizioso: l’ansia anticipatoria può determinare un atteggiamento di eccessiva apprensione che può effettivamente rendere la prestazione scadente, e determinare in seguito maggiore ansia anticipatoria. Anche in questo caso la diagnosi di fobia sociale è appropriata solo se conduce a gravi limitazioni per la propria vita quotidiana.

Disturbo ossessivo-compulsivo Per ossessioni si intendono pensieri, impulsi e immagini mentali ricorrenti e persistenti, che causano un disagio significativo e sono intrusivi e inappropriati. Le compulsioni sono azioni volte a neutralizzare pensieri ossessivi e il disagio collegato. Le compulsioni più comuni sono connesse alla pulizia,alla “decontaminazione” (per esempio pulirsi dopo aver toccato qualsiasi oggetto potenzialmente contaminato), o al controllo e ricontrollo (per esempio, aver chiuso la porta di casa). Esse possono essere innocue e banali, ma anche così frequenti da mobilitare la maggior parte delle risorse della persona. Questo disagio è “egodistonico”, cioè contrasta con le convinzioni più radicate della persona che si rende conto dell’irragionevolezza della situazione. È un disagio clinicamente significativo quando le ossessioni e compulsioni interferiscono in maniera significativa con la vita quotidiana e risultano invalidanti, e quando fanno consumare almeno un’ora al giorno.

Disturbo post-traumatico da stress Insorge, come suggerisce il nome, conseguentemente ad un evento stressante, ciò che viene comunemente definito “trauma”: incidenti, violenze, rapimenti, guerre, incendi. Dopo l’esposizione all’evento traumatico possono presentarsi sintomi dissociativi: derealizzazione, amnesia dissociativa, stordimento, sensazione soggettiva di insensibilità, distacco, assenza  di reattività emozionale, tendenza a rivivere di continuo l’evento traumatico attraverso sogni oppure attraverso pensieri intrusivi. Generalmente, dopo l’evento traumatico, si riduce la reattività verso il mondo esterno, una sorta di “anestesia emozionale”. Con il sostegno appropriato questa sintomatologia si risolve favorevolmente in breve tempo. Nei casi in cui sia compromesso il funzionamento sociale lavorativo o di altre aree importanti nelle quattro settimane successive al trauma, si parla di disturbo acuto da stress. Oltre un mese si definisce disturbo post-traumatico da stress.

Disturbo d’ansia generalizzato E’ caratterizzato da ansia e preoccupazioni croniche non verso situazioni specifiche, ma verso un vasto numero di situazioni. Per raggiungere la soglia, l’ansia deve manifestarsi per la maggior parte dei giorni per almeno sei mesi, deve compromettere il funzionamento in aree importanti e devono essere presenti almeno tre dei seguenti sintomi:irrequietezza, facile affaticabilità, difficoltà a concentrarsi, vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare, alterazione del sonno.