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Disturbi di Personalità

Disturbi di  Personalità - psicologia napoli

Il disturbo di personalità è riferito agli individui i cui tratti di personalità sono disadattivi in modo pervasivo, inflessibile e permanente, e causano una condizione di disagio clinicamente significativa.

Il disturbo di personalità è riferito agli individui i cui tratti di personalità sono disadattivi in modo pervasivo, inflessibile e permanente, e causano una condizione di disagio clinicamente significativa.

I pazienti con disturbi di personalità attribuiscono a cause indipendenti dalla propria volontà i loro problemi esistenziali; in altre parole considerano il loro comportamento normale e ragionevole e tendono ad attribuire  al comportamento altrui le cause delle loro difficoltà. Di fatto, un paziente con tali caratteristiche può essere scarsamente consapevole della propria personalità, di come essa contribuisca ai problemi vissuti e di come possa essere modificata.

Di solito, tali pazienti intraprendono la psicoterapia su insistenza di altre persone; alcuni di questi soggetti pur consapevoli della problematicità del loro comportamento non hanno la forza di cambiare; altri vorrebbero cambiare ma non sanno come.

I disturbi di personalità sono ormai al centro di tutte le pratiche psicoterapiche.

Storicamente, è stata la psicoanalisi ad occuparsi in misura maggiore di tali disturbi; piu’ recentemente gli approcci cognitivo-comportamentali hanno proposto un intervento piu’ strutturato ed attivo, attraverso un ampio ventaglio di strategie e tecniche di intervento che si sono dimostrate altamente efficaci nella remissione dei sintomi più invasivi.

Disturbo bordeline di personalità: caratterizzato da vissuto emozionale eccessivo e variabile, e da instabilità riguardanti l'identità dell'individuo. Uno dei sintomi più tipici di questo disturbo è la paura dell'abbandono. I soggetti borderline soffrono di crolli della fiducia in sé stessi e dell'umore, tendono a cadere in comportamenti autodistruttivi e distruttivi delle loro relazioni interpersonali. Si osserva talvolta in questi pazienti la tendenza all'oscillazione del giudizio tra polarità opposte, un pensiero di tipo "bianco o nero", oppure alla "separazione" cognitiva ("sentire" o credere che una cosa o una situazione si debba classificare solo tra possibilità opposte; ad esempio la classificazione "amico" o "nemico", "amore" o "odio", ecc.). Il criterio diagnostico ottimale è “sforzi disperati di evitare un reale  o immaginario abbandono” (Alnutt e Links, 1996).

Disturbo dipendente di personalità: caratterizzato da una situazione pervasiva ed eccessiva di necessità di essere accuditi, che determina comportamento sottomesso e dipendente e timore della separazione. E’ presente eccessiva indecisione e difficoltà ad iniziare progetti o ad intraprendere iniziative in modo indipendente. I soggetti dipendenti richiedono una grande quantità di consigli e rassicurazioni da parte degli altri e tendono a  delegare le decisioni più importanti della loro vita. Vengono facilmente feriti dalle critiche e cercano di essere compiacenti nelle relazioni sociali per paura di essere rifiutati. Il criterio diagnostico ottimale è: “ha bisogno che altri si assumano le responsabilità per la maggior parte dei settori della sua vita”.

Disturbo narcisistico di personalità: caratterizzato da un deficit nella capacità di provare empatia verso altri individui. I soggetti narcisisti hanno  una particolare percezione di sé del soggetto definita “Sé grandioso” Tale percezione comporta un sentimento esagerato della propria importanza e idealizzazione del proprio sé, con una seria  difficoltà di coinvolgimento affettivo. Sono solitamente presenti tratti di presunzione ed invidia. Dal punto di vista interpersonale, si manifesta una forma di egoismo profondo, approfittandosi degli altri per i propri fini: le conseguenze  sono tali da produrre nei soggetti sofferenza, disagio sociale o significative difficoltà relazionali e affettive.

Il criterio diagnostico ottimale è: “ha un senso grandioso di importanza”.

 

Disturbo ossessivo compulsivo di personalità: caratterizzato da un complesso di risposte rigide della personalità, comportamenti e sentimenti che si manifestano in più ambiti e si raccolgono perlopiù in questi insiemi: tendenza a conformarsi a procedure, abitudini o regole in modo eccessivo e non flessibile; eccessivo e costante perfezionismo  che interferisce con il completamento dei compiti. E’ tipicamente presente una devozione eccessiva al lavoro ed alla produttività. Dal punto di vista affettivo, si assiste ad un’espressione ristretta della gamma delle emozioni.

Il criterio diagnostico ottimale è: mostra un perfezionismo che interferisce con il completamento dei compiti”.

Disturbo evitante di personalità: caratterizzato da uno schema di comportamento  rappresentato da inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza, estrema sensibilità a valutazioni negative nei propri confronti; prevale la tendenza a evitare le interazioni sociali. Le persone affette da disturbo evitante di personalità spesso si considerano socialmente incapaci o non attraenti a livello personale ed evitano le interazioni sociali per timore di essere ridicolizzati, umiliati od oggetti di antipatie. Tipicamente, si presentano come persone che amano stare da sole e riferiscono di sentire un certo senso di estraniazione dalla società.Il criterio diagnostico ottimale è “evita le attività lavorative che implicano un significativo contatto personale perché teme di essere criticato, disapprovato o rifiutato”

Disturbo antisociale di personalità: caratterizzato dal disprezzo patologico del soggetto per le regole e le leggi della società, da comportamento impulsivo, dall'incapacità di assumersi responsabilità e dall'indifferenza nei confronti dei sentimenti altrui. Tipicamente, i soggetti antisociali  non provano senso di colpa o rimorso per le azioni compiute. Può essere presente l’incapacità di onorare gli obblighi finanziari e di mantenere una relazione monogama per lungo tempo.Il criterio diagnostico ottimale è “comportamento criminale, aggressivo, impulsivo e irresponsabile”.