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Rilassamento

Rilassamento - psicologia napoli

Il rilassamento viene definito come uno stato psicofisico nel quale l'individuo si sente sollevato dalla tensione.

La sfera del vivente è caratterizzata da un alternarsi continuo di tensione e distensione. L’esempio più semplice è osservabile nell’attività muscolare sia scheletrica (attività motoria) che viscerale (attività cardiaca, respiratoria ed intestinale).

Tutti i processi vitali, quindi, oscillano tra tensione distensione, se l’intervallo dell’ oscillazione diventa troppo grande si esce dall’ambito della funzione normale.

Nei momenti di forte tensione emotiva, lo stato generale dell’organismo di modifica: i battiti cardiaci diventano più forti e rapidi, la pressione sanguigna aumenta, il sistema ormonale reagisce con scariche di adrenalina, la muscolatura del corpo si irrigidisce, i movimenti diventano bruschi. Tale quadro rispecchia la tensione globale dell’organismo che si può manifestare sia nell’ attività muscolare, sia nelle funzioni vegetative e nello stato emotivo del soggetto.

Il rilassamento viene definito come uno stato psicofisico nel quale l'individuo si sente sollevato dalla tensione.

Le tecniche di rilassamento sono delle strategie utili per porre sotto autocontrollo stati più o meno elevati di attivazione psciofisiologica.

Raggiungere uno stato di rilassamento attraverso specifiche tecniche  significa quindi essere in grado di controllare il livello di tensione globale, in modo tale da creare i presupposti per liberarsi dalla tensione interiore.

Utilizzate - in campo clinico - per vincere l’ansia e i problemi psicosomatici, rappresentano un’esperienza trasformativa utile anche per il potenziamento delle capacità mentali e relazionali.

Training autogeno

Ideato da J. H. Schultz negli anni trenta,  è un metodo di “auto distensione da concentrazione” che permette di raggiungere uno stato di rilassamento mediante la concentrazione e l’ausilio di determinate formule.

La pratica del training autogeno ha tra le sue finalità un maggior controllo dello stress, dell'ansia, una riduzione generale della tensione emotiva e il recupero delle energie, anche grazie a un ridimensionamento spontaneo delle emozioni negative. Questa tecnica, tuttavia, non è indicata per chiunque, per cui è necessaria un’attenta valutazione da parte dello psicologo.

Il training autogeno è utile nella cura dell’ansia, dell’insonnia, dell’ipertensione, degli attacchi di panico ed in tutte quelle patologie dove l'aspetto psicosomatico sia rilevante. Ma anche in molti altri contesti la tecnica ha un ruolo positivo: in particolare per atleti e sportivi in genere in quanto favorisce il recupero di energie permettendo una migliore gestione delle proprie risorse, migliora la concentrazione e contribuisce al conseguimento di alte prestazioni.

È importante sapere che nel training autogeno il rilassamento non è la cosa principale, ma è un "effetto collaterale" del mutato equilibrio psicofisico; le modifiche che si producono con un adeguato allenamento hanno carattere di stabilità e costanza nel tempo e non sono pertanto basate sulla suggestione.

Rilassamento progressivo di Jacobson

Elaborato da E. Jacobson, negli anni trenta, il metodo consiste in una progressiva e volontaria riduzione della contrazione del tono e dell’attività muscolare nonché della corrispondente funzionalità motoria del sistema nervoso.

Il principio fondamentale consiste nel prendere atto, da parte del paziente, delle sensazioni che gli arti gli rimandano a seconda del tono muscolare attualmente in atto.

Se il rilassamento è circoscritto ad un particolare gruppo di muscoli, allora si chiamerà “localizzato”, se, al contrario, si estende a tutta la muscolatura del corpo che si trova in posizione supina, allora lo definiremo “generalizzato”.

Attraverso un generale e regolare esercizio, partendo dal rilassamento localizzato di uno specifico gruppo muscolare, estendendo l’esercizio ad aree sempre più vaste, si ottiene una distensione generalizzata di tutto il corpo, con un rinnovato equilibrio psicofisico.

Questa tecnica è di aiuto nell’affrontare diverse problematiche, come: ansia, fobie e disturbi dell’umore (depressione); gestione dello stress; trattamento dell’insonnia;  coadiuvante in situazioni importanti (prima di una riunione, un intervento in pubblico, una gara sportiva…); affrontare e seguire una dieta.

Il maggior utilizzo, lo trova nell’affrontare i disturbi psicovegetativi (o psicosomatici), migliorando significamene la qualità della vita di chi lo utilizza regolarme